IL GRUPPO
Antonio Bondoni:
è un maestro nel segnalare e mantenere in ordine i
sentieri, è insuperabile nella ricostruzione di muretti a secco. (Quando ci mette mano
lui, non capisci se è un muro rifatto o un muro eretto nel 1800). Chissà se riusciremo a
imparare.
- Maurizio Zenucchi:
mano e cervello fine; è capace di incaponirsi per ore e ore su
un gradino da scolpire o un tornantino da addolcire. Se non gli viene come ha in mente
lui, non si va a casa. Fa spesso coppia con lAntonio.
- G.Piero Biemmi:
noi da Valsabbini "doc", eravamo piuttosto rudi e grezzi,
lui viene dalla città, ha portato il tocco tecnico, la finitura precisa.
- Adriano Gasparini:
prima del suo arrivo, in quattro facevamo trenta metri di
sentiero in sei ore. Ora in tre, ne facciamo cinquanta. Naturalmente se tra i tre
cè lui. Braccia forti e animo sensibile, è il naturalista più accanito del
gruppo.
- Valter Zecchi:
anche lui è un grande tecnico. Se sorge un problema in due minuti lo
risolve. Da quando è entrato, ha dato uno "standard" preciso alle segnaletiche.
Le sue segnaletiche, progettate e prodotte, ce le invidiano anche gli svizzeri.
- Giacomini Ilario:
stimato imprenditore nel quotidiano, sherpa del gruppo la
domenica. Trasportare mezzo quintale di cemento su 300 metri di dislivello per lui è uno
scherzo. Con il vecchio tradizionale bastino fa anche due viaggi nella stessa mattinata.
- Sandro Davini: E' il barzellettiere del gruppo, che con la sua
dialettica anima tutti noi, naturalmente ci da una mano quando non è impegnato nei suoi
voli transoceanici.
- Giorgio Rizzardi
: ultimo entrato nel gruppo, da subito si è perfettamente
amalgamato. Va come un treno, dopo due domeniche era già soprannominato
"caterpillar".
- Roberto Silvestri.
Che dire del Roby, ragazzo tuttofare, buono e generoso. Vado per
montagne con lui da ventanni. Mai uno screzio mai un diverbio. Non mi ricordo di
averlo visto, anche per un solo attimo, con il broncio. Lui è il mio "pupillo"
e anima del gruppo.
- Infine ci sono io, che, per loro insistenza e benevolenza, hanno voluto che fossi del
gruppo, il "nocchiero". Ne sono orgoglioso.
Sergio Rizzardi